La questione etica nel dibattito dell'Intelligenza Artificiale
Intervento al Convegno "L'impatto dell'IA nel settore bancario & finanziario"
Il tema dell’etica si lega alle tematiche relative all’IA e come queste si innestano nel mondo bancario e finanziario.
C’è un bellissimo contributo di Amartya Sean, economista indiano e premio Nobel per l’economia nel 1998, che ha pubblicato un libro intitolato “Denaro e Valore. Etica ed Economia della finanza” dove affronta anche temi filosofici. Con questo mi collego al discorso di Federico Aguggini nel quale sostanzialmente ci si domandava “Come un’attività così utile come quella finanziaria potesse essere considerata poco etica?”.
Oggi ci poniamo delle domande sulla morale dell’IA, ma a ben vedere sono stati registi come Stanley Kubrick e Ridley Scott a lanciare il dibattito, usando il cinema, per riflettere sull'etica e sull'impatto sociale della tecnologia.
Uno studio del Centro Studi di Bruegel sostiene che circa il 50% delle attività che noi oggi conosciamo saranno totalmente automatizzate e il Word Economic Forum, in un report dello scorso anno, dal titolo “Future of the job”, ci informa che l’IA in futuro potrà produrre circa 69 milioni di posti di lavoro in più, contro gli 83 milioni che andranno persi.
Keynes parlava di “disoccupazione tecnologica” e lo faceva in termini drammatici sostenendo che la tecnologia avrebbe prodotto disuguaglianze sociali, di reddito e di diritti; non sono pienamente d’accordo con questa affermazione, che mi è piuttosto utile per collegarmi al secondo punto: il tema della competitività.
Risultanze emerse da dati fattuali e Ambrosetti ci informano nell’ultimo report che l’impatto dell’IA a livello di Pil italiano potrebbe produrre circa 23 miliardi di euro a livello di economia nazionale, circa l’1,3% del Pil italiano. È un’informazione interessante, ma dobbiamo analizzare altri dati prettamente finanziari, che ci dicono che nel decennio 2012-2023 l’Italia ha raggiunto quota 1 miliardo contro i 3,7 miliardi raggiunti dalla Spagna, 11,6 dalla Francia e 16,7 miliardi di altri paesi.
Risulta chiaro come questa tematica abbia un forte impatto nel mondo bancario e finanziario ed è importante ragionare ora con un’ottica lungimirante di 15-30 anni.
L’ultimo punto su cui mi vorrei soffermare e che è molto importante per me è quello della regolamentazione: a mio avviso per temi di tipo etico e morale l’approccio normativo risulta essere limitativo e per certi versi non è la scelta preferibile.
Un mio pensiero è quello secondo cui l’approccio tecnologico vada ad innescare in chiave moderna (tecnologica) il paradosso di Zenone “Achille e la tartaruga” dove il legislatore (Achille) per quanto possa correre non riesce a raggiungere la tecnologia (la tartaruga).
Per tale motivo sono convinto del fatto che qualsiasi normativa in materia di IA deve essere di matrice “soft” (softlaw), il che si significa approcciarsi in termini di “best practices”.
Chiudo il mio intervento con una citazione di Josep Weizenbaum presente in “Computer Power and Human Reason” la quale dice che 'La scelta è sempre il prodotto di un giudizio e non di un calcolo'.
Alessandro Toschi VicePresidente Esecutivo Confassociazioni Banca e Finanza

